I popoli delle montagne credono che il dio abiti le cime e il vento ne sia il respiro possente: custode dell’invisibile. «Saggio è colui che sostiene che il tutto è nel Nulla e il Nulla è una domanda – recita E. Jabès - Quale potenza ha il Nulla quando è unicamente silenzio!»
Allora, con l’ospitale intesa dell’Alpe, tra leggerezza e sostanzialità invito a muoversi con gesto rapsodico, seguendo l’ammonimento di Nietzsche, secondo cui «solo i pensieri che vengono camminando hanno un valore» a procedere a zig zag per il sentiero scosceso dei silenzi. Qui, la cadenza del passo si misura con l’afflato del respiro, la parola con il battere del cuore, il silenzio con la glaciazione dell’espressione, in un incedere ai confini, tra echi e fantasmi...